Dal 9 maggio al 24 ottobre 2025, nei parchi di Arezzo, sono stati svolti i campionamenti delle farfalle diurne con la partecipazione attiva della cittadinanza.
Gruppi di volontari/e hanno percorso i transetti prestabiliti con frequenza bimestrale, contribuendo alla raccolta di importanti dati di presenza e abbondanza delle farfalle che abitano i parchi urbani e periurbani del Comune.
Fra le farfalle incontrate più raramente vi sono:
Pyrgus malvoides, Lampides pirithous, Glaucopsyche alexis, Pieris napi, Polyommatus escheri e Leptidea sinapis nel sito di Castelsecco.

Celastrina argiolus, Spialia sertorius, Lycaena phlaeas e Pyrgus armoricanus a Villa Severi;

Gonepteryx rhamni e Pieris brassicae al Parco del Pionta.

Conosciamo meglio tre delle nostre protagoniste!
Pyrgus malvoides (Elwes & Edwards, 1897)
Appartenente alla famiglia Hesperiidae, questa farfalla ha un’apertura alare che va dai 2,2 ai 2,5 cm. In Italia è presente su tutto il territorio, tranne che in Sardegna, ed è associata a prati e radure incolte, dal livello del mare fino ai 2500 m. È possibile vederla volare nei periodi di aprile-giugno e luglio-agosto. I bruchi si nutrono delle foglie di varie specie di piante erbacee, tra cui quelle dei generi Potentilla e Fragaria.

Foto: Pyrgus malvoides. Fonti: farfalleitalia.it; eurobutterflies.com
Celastrina argiolus (Linnaeus, 1758)
Appartiene alla famiglia Lycaenidae, è una farfalla di dimensioni medio-piccole con apertura alare dai 2,2 ai 3,2 cm. In Italia è presente è distribuita in tutte le regioni (incluse Sicilia e Sardegna). Gli adulti volano solitamente da marzo a settembre. Predilige i boschi con chiarie, radure ampie e cespuglieti, in cui durante la fase larvale si nutre delle foglie di arbusti dei generi Cornus, Frangula, Ulex, Rubus.

Foto: Celastrina argiolus. Fonti: farfalleitalia.it; parcocurone.it
Gonepteryx rhamni (Linnaeus, 1758)
Questa farfalla della famiglia Pieridae è caratterizzata da un’ampia apertura alare (5,5 – 6 cm) e una colorazione verde acceso, che la rendono ben visibile e facilmente identificabile. Si trova in tutte le regioni italiane, comprese le isole, sebbene in Calabria, Sicilia e Sardegna sia estremamente localizzata. Predilige radure ampie e cespuglieti, dal livello del mare fino ai 2000 m. È possibile osservare gli adulti volare a partire dal mese di giugno, con alcuni individui attivi fino all’inverno. Il bruco si nutre delle foglie di piante appartenenti alla famiglia Rhamnaceae (da qui il suo epiteto specifico!).

Foto: Gonepteryx rhamni. Fonti: farfalleitalia.it, lepidoptera.life
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